Rischi operativi e ambientali

ACEA Ato2 – criticità connesse all’esistenza di scarichi non a norma

La sottoscrizione della Convenzione di Gestione ha sancito ufficialmente l’obbligo del trasferimento ex lege dei servizi idrici integrati dei Comuni appartenenti all’ATO2 (ad eccezione dei servizi tutelati). In realtà i tempi e le modalità attuative di tale trasferimento sono stati disattesi dagli eventi, a causa sia della mancata disponibilità da parte di alcune Amministrazioni comunali all’effettivo trasferimento del Servizio, sia della impossibilità per il Gestore, in particolare a partire dal 2008, di acquisire la gestione di impianti idrici, fognari e depurativi non conformi alle norme di legge vigenti per non sottoporsi e/o sottoporre i propri Dirigenti alla conseguente azione penale da parte della magistratura.

Le maggiori criticità sono derivate infatti dalla presenza di scarichi ancora non depurati e/o impianti di trattamento esistenti da rifunzionalizzare e/o adeguare a nuovi limiti di emissione determinati dall’Autorità di Controllo a seguito di una diversa valutazione del regime idrologico dei corsi d’acqua ricettori o, addirittura, della natura del recettore (suolo anziché corso d’acqua) per aver ritenuto lo scarico di alcuni depuratori sul suolo nei casi di corsi d’acqua asciutti trovati asciutti all’atto dei controlli.

La situazione di vera e propria emergenza ambientale ha richiesto anche interventi di natura istituzionale. Infatti la Regione ha sottoscritto nel 2008 un “Protocollo d’intesa per l’attuazione del piano straordinario di risanamento delle risorse fluviali, lacuali e marine finalizzato al superamento dell’emergenza scarichi nell’ATO2 – Lazio Centrale – Roma” con cui ha inteso disporre appositi finanziamenti per l’attuazione di alcuni degli interventi mirati al superamento dell’emergenza.

Ad oggi, grazie al notevole sforzo tecnico ed economico prodigato, sono stati collettati a depurazione 151 scarichi. Rimangono 95 scarichi ancora attivi di cui 62 inseriti in piani di intervento che sta curando ACEA Ato2 e 33 da eliminare a cura dei Comuni o della Regione con finanziamenti pubblici.

E’ stato recentemente predisposto, anche tenendo conto delle nuove norme regolatorie del SII, un Programma degli Interventi per il periodo 2014-2017 con ulteriori indicazioni fino a fine concessione (2032). In tale Programma sono stati ricompresi, oltre che gli interventi di eliminazione degli anzidetti 62 scarichi ancora attivi, anche gli interventi per il completo

risanamento igienico-sanitario del territorio dell’ATO2 quali l’adeguamento o il potenziamento dei depuratori obsoleti, che scaricano su “suolo” o in “fossi non perenni”, secondo le interpretazioni dell’ente preposto al rilascio dell’autorizzazione o per variazione del regime idraulico.

Il Programma degli Interventi anzidetto presenta tuttavia forti criticità dovute ai tempi pluriennali prevedibili per la realizzazione delle opere non compatibili con l’obbligo di immediato rispetto della normativa vigente. Tali tempi sono dovuti sia alla fase di rilascio delle autorizzazioni che alla fase costruttiva vera e propria.

A ciò si aggiunge la forte inerzia che ha caratterizzato gli investimenti di settore, in considerazione del lungo iter attuativo della legge Galli con la conseguente necessità di colmare gap infrastrutturali considerevoli in tempi troppo stretti, se raffrontati a quelli necessari per il superamento delle varie fasi autorizzative previste dalle norme vigenti. Il che ha provocato ritardi nell’attuazione degli interventi rispetto ai vincoli imposti dalle direttive comunitarie in materia ambientale e di potabilità, con la conseguenza dell’applicazione di procedure d’infrazione da parte della comunità europea.

Tali criticità sono state rappresentate da parte della Società in tutte le sedi istituzionali (Regione Lazio, Provincia di Roma, Autorità d’Ambito ATO2, Prefettura, Amministrazioni Comunali) al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati nella necessità di accelerare al massimo i processi amministrativi propedeutici alla realizzazione delle opere.

 

ACEA Ato2 – criticità del sistema fognario e depurativo

Sotto il profilo autorizzativo, risultano ancora permanere le criticità connesse alla classificazione del regime idraulico dei corsi d’acqua ed in generale dei corpi idrici recettori dal quale sostanzialmente derivano, soprattutto all’atto del rinnovo dei titoli autorizzativi, l’applicazione di limiti più restrittivi o comunque diversi da quelli per i quali la struttura impiantistica è stata progettata, realizzata e gestista.

A tale proposito, la Società, in taluni casi ha ritenuto di adire la giustizia amministrativa affinché fossero rimosse le prescrizioni autorizzative ritenute non allineate con le previsioni di legge.

Sotto il profilo sanzionatorio, nel corso del 2014, si è registrata una relativa flessione delle sanzioni di carattere amministrativo applicate per le violazioni di disposizione afferenti alla disciplina degli scarichi, che risentono, sensibilmente, dell’incerto quadro regolatorio in merito alla classificazione dei corpi recettori sopra delineato.

Le attività di depurazione sono state interessate da attività di indagine da parte dell’Autorità Giudiziaria, nel contesto delle quali, sono stati emessi, nel corso dell’esercizio 2014, provvedimenti di sequestro per due depuratori; per uno di questi il provvedimento di sequestro è stato rimosso nel corso dell’esercizio.

Parimenti, sempre nel corso dell’esercizio, sono stati emessi provvedimenti di dissequestro per tre impianti.

Con riferimento ai grandi depuratori, permangono i provvedimenti di sequestro dell’impianto di Roma Nord e dell’impianto di Roma Est, con riferimento ai quali la Società, pur rivendicando la piena legittimità del proprio intercorso operato, ha proseguito il piano di manutenzione straordinaria e revamping, in un’ottica di fattiva collaborazione con le indicazioni provenienti dalle autorità coinvolte.

 

ACEA Ato2 – criticità del sistema idropotabile

A seguito dell’acquisizione della gestione del SII sono emerse due criticità:

  • qualità dell’acqua emunta;
  • carenza idrica principalmente nella zona a Sud di Roma.

Per quanto attiene alla prima la crisi quali-quantitativa generata dalla presenza sul territorio di fonti con acqua di qualità non conforme rispetto a parametri chimici come arsenico e fluoro naturalmente presenti nelle fonti di approvvigionamento sotterranee in aree di origine vulcanica, con conseguenti criticità in termini di quantità e qualità dell’acqua distribuita (Comuni del comprensorio dei Castelli Romani e più in generale ricadenti nelle aree vulcaniche dell’ATO con oltre 170.000 abitanti e quattordici Comuni), ha visto la Società impegnata nell’elaborazione e

realizzazione di adeguati piani di rientro, necessari per il rispetto dei parametri dettati dal D. Lgs. n.31/2001 e recepiti nella successiva pianificazione degli investimenti del Piano d’Ambito.

A tal fine sono state pianificati e realizzati interventi di:

  • sostituzione delle fonti di approvvigionamento locali qualitativamente critiche con fonti connotate da migliori caratteristiche qualitative;
  • miscelazione delle fonti con acque prive degli elementi indesiderati;
  • realizzazione di impianti di potabilizzazione mediante tecnologia a filtrazione o ad osmosi inversa.

Le attività di cui sopra si sono concluse nel 2014 con la messa in esercizio del potabilizzatore “Le Corti” in agro del Comune di Velletri.

Oggi, a seguito dell’ultimazione delle attività innanzi descritte, risulta, pertanto, necessario completare gli interventi, già programmati, volti a garantire la qualità dell’acqua distribuita sui citati territori anche in condizioni sfavorevoli (siccità, fuori servizio) e implementare gli impianti di potabilizzazione per aumentarne l’affidabilità. Gli sforzi della Società verranno poi indirizzati a realizzare nuovi impianti per incrementare l’approvvigionamento idrico, soprattutto nel periodo estivo, nei comuni di Oriolo Romano, Sant’Oreste, Allumiere (seconda linea) e Fiano Romano.

Per quanto attiene alla seconda criticità, ovvero la carenza idrica riscontrata principalmente nella zona dei Colli Albani, il cui approvvigionamento dipende dall’acquedotto del Simbrivio, da quello della Doganella e da oltre 140 pozzi locali, nel corso degli anni sono stati realizzati vari interventi volti a mitigare tale criticità, quali la derivazione della sorgente del Pertuso, l’attivazione di nuovi impianti, il serbatoio di Arcinazzo e l’impianto “booster” del Ceraso,

Tuttavia, seppur in presenza di tali interventi e di un favorevole andamento climatico, nel corso del 2014 si sono, nuovamente, registrate delle criticità nei comuni dei Colli Albani (Velletri, Genzano di Roma, Lanuvio ed Ariccia) per lo più legate alla configurazione delle infrastrutture impiantistica e di rete asservita al territorio, per le quali la Società sta valutando le idonee misure da porre in essere.

 

Area Energia

Con riferimento all’Area Energia, i principali rischi operativi connessi all’attività delle società da essa controllate (Acea Energia ed Acea Produzione) possono essere relativi a danni materiali (danni agli asset, inadeguatezza dei fornitori, negligenza), danni per mancata produzione, risorse umane e danni derivanti da sistemi e da eventi esogeni.

Le società, per far fronte ad eventuali rischi di natura operativa, hanno provveduto, sin dall’avvio delle attività, a sottoscrivere con primari istituti assicurativi polizze per Property Damage (danni materiali a cose), Business Interruption (danni per mancata produzione) e Third Part Liability (responsabilità civile verso terzi). Le società pongono particolare attenzione all’aggiornamento formativo dei propri dipendenti, e contestualmente alla definizione di procedure organizzative interne e alla stesura di appositi mansionari.

 

Area Reti

Con riferimento all’Area Reti, i rischi principali ricadenti in questo raggruppamento possono essere classificati come segue:

  • rischi inerenti all’efficacia degli investimenti di sostituzione/ammodernamento delle reti elettriche, in riferimento agli effetti attesi sul miglioramento degli indicatori di continuità del servizio;
  • rischi relativi alla qualità, affidabilità e durata delle opere realizzate;
  • rischi relativi al rispetto dei tempi di ottenimento delle prescritte autorizzazioni, sia riguardo alla costruzione e messa in esercizio degli impianti (ex legge regionale 42/90 e norme collegate) sia relativamente all’esecuzione dei lavori (autorizzazioni dei municipi e altre similari), in rapporto alle esigenze di sviluppo e potenziamento degli impianti.

Circa il rischio relativo all’efficacia degli investimenti discende in primis dalla sempre più stringente disciplina dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas in tema di continuità del servizio. La

risposta messa in campo da Acea Distribuzione per contrastare tale rischio consiste nel rafforzare gli strumenti di analisi del funzionamento delle reti al fine di orientare sempre meglio gli investimenti (es. Progetto ORBT), e nell’applicazione di nuove tecnologie (es. automazione rete MT, smart grid, ecc.)

Circa il rischio relativo alla qualità dei lavori, ACEA Distribuzione ha implementato sistemi di controllo operativo, tecnico/qualitativi, tra i quali spicca la costituzione dell’Unità Ispezione Cantieri (inserita nell’U.O Qualità e Sicurezza). Gli esiti delle ispezioni, gestiti informaticamente ed analizzati statisticamente, forniscono classifiche di merito (indici reputazionali) con un sistema di “vendor rating” sviluppato in collaborazione con l’Università di Tor Vergata (Roma). Tale sistema produce una valutazione di merito basata sulla reputazione degli appaltatori in riferimento al rispetto dei parametri di qualità e sicurezza dei lavori in cantiere.

Il sistema consente, inoltre, di rilevare ed applicare penali; nei casi di inadempienze gravi, il committente può disporre la sospensione delle attività dell’appaltatore. Nell’esercizio 2014 sono stati sospesi per “non conformità” sulla sicurezza n. 43 cantieri, a fronte di un totale di 1240 visite effettuate.

Nel corso dell’anno rimane confermato il buon livello raggiunto dell’indice reputazionale generale delle imprese che hanno operato per ACEA Distribuzione.

L’Unità Sicurezza e Tutela di ACEA S.p.A. ha in corso l’implementazione di un sistema di rating dei Fornitori nel quale entra in gioco anche l’indicatore suddetto.

È in atto un sistema di valutazione relativo alle prestazioni affidate ai professionisti esterni coinvolti nelle attività di progettazione ed esecuzione dei lavori.

Circa il rischio relativo al rispetto dei tempi esso deriva dalla numerosità dei soggetti che devono essere interpellati nei procedimenti di autorizzazione e dalla notevole incertezza sui tempi di risposta da parte di tali soggetti; il rischio è insito nella possibilità di dinieghi e/o nelle condizioni tecniche che i predetti soggetti possono porre (ad esempio realizzazione di impianti interrati anziché “fuori terra”, con conseguente maggior costo di impianto e di esercizio). Si fa notare anche il maggior costo operativo derivante dalla notevole durata dei procedimenti, che costringe le strutture operative ad un presidio impegnativo (elaborazione e presentazione di approfondimenti di progetto, valutazioni ambientali, ecc.), nonché alla partecipazione a conferenze di servizi e incontri tecnici presso gli Uffici competenti. Il rischio sostanziale resta, comunque, legato al mancato ottenimento di autorizzazioni, con conseguente impossibilità di adeguare gli impianti e conseguente maggior rischio legato alle performance tecniche del servizio (al presente, risulta in sofferenza il procedimento per l’ammodernamento della rete AT nell’area del Litorale e il procedimento con Terna, per la realizzazione della nuova cabina primaria Castel di Leva). Si rimarca che un elemento di particolare criticità consiste nei lunghi tempi di risposta di alcune amministrazioni interpellate.

 

Area Ambiente

I termovalorizzatori, nonché in grado minore gli impianti di trattamento dei rifiuti, sono caratterizzati da un elevato livello di complessità tecnica, che ne impone la gestione da parte di risorse qualificate e strutture organizzative dotate di un elevato livello di know how. Sussistono quindi concreti rischi per quanto attiene la continuità di performance tecnica degli impianti, nonché connessi all’eventuale esodo delle professionalità (non facilmente reperibili sul mercato) aventi specifiche competenze gestionali in materia.

Tali rischi sono stati mitigati attraverso l’implementazione e l’attuazione di specifici programmi e di protocolli di manutenzione e gestionali, redatti anche sulla base dell’esperienza di conduzione impiantistica maturata.

Sotto altro profilo, gli impianti e le relative attività sono parametrati su specifiche caratteristiche dei rifiuti di ingresso. L’eventuale difformità di tali materiali rispetto alle specifiche, può dare corso a concrete difficoltà gestionali, tali da compromettere la continuità operativa degli impianti e da rappresentare rischi di ricadute di natura legale.

Per tale motivo sono state attivate specifiche procedure di verifica e controllo dei materiali di ingresso mediante prelievi a spot e campagne analitiche ai sensi della normativa vigente.