Andamento della gestione

ARIA

L’attività svolta da ARIA è caratterizzata dalla gestione diretta degli asset confluiti dalle società controllate Terni En.A., E.A.L.L., Enercombustibili ed Ergo En.A., incorporate nell’esercizio 2011. La Società intrattiene rapporti di commercializzazione di energia elettrica con Acea Energia che svolge

attività di operatore di mercato alla quale cede i volumi di energia in eccedenza prodotta dalle due nuove linee dell’impianto di San Vittore del Lazio rispetto a quella ritirata dal GSE in regime di CIP 6/92.

 

Impianto di termovalorizzazione di Terni (UL1)

L’impianto di termovalorizzazione di Terni è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed, in particolare, in quello della termovalorizzazione di pulper di cartiera.

La comprensione e la risoluzione delle criticità di funzionamento delle diverse sezioni impiantistiche, avuto particolare riferimento al gruppo turboalternatore, hanno consentito di completare i processi di collaudo dal punto di vista prestazionale. L’emissione del certificato di Collaudo Finale, quale documento di sintesi dei diversi interventi eseguiti, avverrà nel corso del 2015. Inoltre si evidenzia che la pianificazione contrattuale per conferimenti del rifiuto pulper ha garantito il fabbisogno del combustibile per l’impianto per tutto il 2014.

Con riferimento alle verifiche avviate da GSE, per il tramite di RSE a partire dal mese di dicembre 2013, dopo aver completato il controllo congiunto sulle modalità di determinazione della frazione biodegradabile del rifiuto soggetta ad incentivazione, la Società sta completando l’iter di richiesta di emissione e ritiro dei corrispondenti certificati verdi.

Nel mese di ottobre 2014 è stata presentata una nuova istanza di autorizzazione finalizzata ad ottenere un ampliamento della categorie dei rifiuti (codici C.E.R.) non pericolosi da avviare a recupero energetico presso l’impianto di termovalorizzazione di Terni. L’iniziativa non prevede modifiche impiantistiche ed è finalizzata ad intercettare nuove tipologie di rifiuti non pericolosi potenzialmente conferibili da produttori presenti nel territorio della Regione Umbria ed in aree limitrofe, nel rispetto del principio cardine della normativa comunitaria sui rifiuti della “prossimità”, rispetto ai luoghi di produzione.

In relazione alla predetta integrazione dei codici C.E.R., la Società ha presentato un’istanza coordinata di Valutazione di Impatto Ambientale e di modifica dell’Autorizzazione Integrata Ambientale alla Regione Umbria. L’istanza tiene conto delle disposizioni di cui all’art. 35 del DL 133/2014 (Sblocca Italia), avuto particolare riferimento al funzionamento dell’impianto a saturazione del carico termico. L’iter istruttorio è già stato avviato con comunicazione della Regione Umbria di “Procedibilità della domanda presentata” ed è attualmente in corso la procedura di verifica AIA presso la Provincia di Terni, quale ente competente in materia.

 

Impianto di produzione CDR di Paliano (UL2)

L’impianto di produzione CDR di Paliano è in possesso di un’autorizzazione unica per la produzione di CDR con scadenza 30 giugno 2018.

Come noto, nel mese di giugno 2013, tale impianto è stato interessato da un vasto incendio che ne ha distrutto una parte, con successivo sequestro da parte dell’Autorità Giudiziaria ai fini probatori fino al mese di novembre 2014 essendo stata sancita la natura dolosa dell’evento da parte di terzi ignoti.

Successivamente al dissequestro, la società ha provveduto ad avviare le verifiche preliminari per l’esecuzione degli interventi di rimozione dei materiali scaturiti dall’incendio e di ripristino dello stato dei luoghi, finalizzato ad avviare un piano d’interventi di completa sostituzione e ricostruzione dell’impianto di produzione CDR.

La Società, pertanto, ha conferito incarico ad una primaria società del settore che ha eseguito i sopralluoghi tecnici di rito e predisposto il piano di caratterizzazione e messa in sicurezza delle aree, il piano di gestione dei rifiuti e il piano di demolizioni che sono stati presentati e successivamente approvati dalla Provincia di Frosinone. Tutta la procedura è stata eseguita di concerto con gli Enti e le Autorità competenti, nonché con i tecnici incaricati dalle società di assicurazione già attive in relazione ai diversi rischi connessi e scaturiti dall’evento. È comunque necessario evidenziare che le verifiche tecniche finalizzate ad individuare lo stato dei luoghi e delle strutture dopo l’incendio sono state completate, con conseguente avvio della fase di ripristino dei luoghi finalizzata alla ricostruzione dell’impianto ed è plausibile ritenere che nel corso del primo semestre 2015 sarà completato il processo di programmazione dell’intervento di ricostruzione dell’impianto di produzione CDR. Alla data odierna è stata espletata la gara per gli interventi di demolizione.

Essendo stata accertata la responsabilità dolosa da parte di terzi il rimborso assicurativo sarà calcolato sulla base del valore di ricostruzione a nuovo che, sulla base del dettato contrattuale, sarà decurtato del 20%. Si segnala che in accoglimento alle istanze rappresentate dalla società è stato accordato da parte dell’assicurazione un anticipo complessivo di € 2 milioni.

 

Impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio (UL3)

L’impianto di termovalorizzazione di San Vittore del Lazio è destinato alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed in particolare da CDR. Nel corso del periodo di riferimento le linee 2 e 3 dell’impianto hanno garantito un esercizio regolare, sia in termini di energia elettrica prodotta che in termini di CDR avviato a recupero energetico.

Con riferimento all’iter istruttorio relativo al rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, la Società ha provveduto a completare la trasmissione della documentazione tecnica ed al momento è attesa la conclusione del procedimento amministrativo, con l’emissione della nuova Autorizzazione Integrata Ambientale che, sulla base delle recenti modifiche introdotte dalla normativa di settore, avrà una durata di anni 16.

Con riferimento all’attività di approvvigionamento del CDR impiegato nei processi d termovalorizzazione, la Società ha provveduto a perfezionare un adeguato numero di rapporti contrattuali che garantiscono l’esercizio delle due Linee senza soluzioni di continuità. Sono attualmente in fase di perfezionamento i nuovi contratti relativi all’esercizio 2015 che consentiranno di saturare i quantitativi annui ad oggi autorizzati per le linee 2 e 3.

Con riferimento agli interventi di ricostruzione relativi alla Linea 1 dell’impianto si rappresenta che la procedura di selezione del soggetto imprenditoriale che provvederà ad eseguire gli interventi di revamping è stata completata ed è stato perfezionato il relativo accordo contrattuale.

La consegna delle aree oggetto d’intervento verrà perfezionata, presumibilmente, nel corso del primo trimestre 2015 con fine lavori programmata nel corso dell’esercizio 2016.

Rispetto a quanto previsto dall’art. 35 del DL 133/2014 (Sblocca Italia), si precisa ulteriormente che la Società ha altresì trasmesso alla Regione Lazio, quale ente competente in materia, la richiesta di aggiornamento dell’autorizzazione AIA dell’impianto che prevede l’utilizzo delle due Linee di Recupero Energetico attualmente in funzione, al massimo carico termico.

SAO

È proprietaria della discarica localizzata nel territorio del Comune di Orvieto, opera nell’ambito della gestione dei rifiuti urbani e speciali.

La Società ha collaborato con l’ATI4 dell’Umbria nel procedimento di revisione e aggiornamento del Piano Economico Finanziario (PEF) relativo alla gestione del Polo Impiantistico di Orvieto. Tale Piano è stato approvato dall’ATI4 con delibere n. 2 e n. 3 del 21.01.2014; tali delibere contengono anche le nuove tariffe e le diverse componenti di conferimento rifiuti vigenti dal 1° gennaio 2014.

Nel mese di marzo 2014 la società ha comunicato agli Enti locali competenti che, in conformità alle autorizzazioni rilasciate, ha provveduto ad esperire la procedura di evidenza pubblica nonché il conseguente affidamento dei lavori di revamping dell’impianto di trattamento rifiuti di Orvieto e che, conseguentemente, nel rispetto della pianificazione d’ambito e delle autorizzazioni sopra citate, il conferimento dei rifiuti presso il medesimo impianto avrebbero avuto termine, come in effetti si è verificato, il 30 aprile 2014. La società ha inoltre comunicato che, a decorrere dal 1° maggio 2014, i rifiuti solidi urbani indifferenziati sarebbero stati sottoposti al trattamento alternativo e successivo abbancamento in discarica autorizzato dalla Provincia di Terni. In data 6 giugno 2014 la Provincia di Terni ha autorizzato il trattamento alternativo e successivo abbancamento in discarica fino all’accertata indisponibilità di impiantistica dedicata nel territorio dell’ATI4 dell’Umbria.

In data 19 giugno 2014, la Società ha comunicato agli Enti competenti che avrebbero avuto inizio le attività di cantiere per la realizzazione del capping frontale per il riambientamento del gradone n° 8 della discarica di Orvieto: gli interventi sono stati completati il 27 novembre 2014.

Nel mese di Agosto 2014, la Società ha presentato istanza di modifica sostanziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del polo impiantistico di Orvieto con il progetto di “Adeguamento morfologico del sito ed ottimizzazione dei volumi e del capping sommitale” della discarica in esercizio (2° calanco). Tale progetto prevede in particolare: l’implementazione di un ulteriore gradone, la rimodulazione del gradone 10, l’ottimizzazione del capping sommitale e l’impiego di un nuovo sistema di gestione della discarica. I principali obiettivi e le ricadute dell’intervento sono i seguenti: per l’ampliamento delle volumetrie di discarica, proponendo un sistema di coltivazione alternativo che consentirà di ottimizzare la gestione delle aree attualmente gestite (2° calanco) incremento della capacità netta della discarica in termini di quantitativi di rifiuti conferibili nel sito, prolungamento della vita utile della discarica assicurando la continuità del servizio pubblico essenziale dei rifiuti urbani trattati, copertura della pianificazione d’ambito e possibilità di fronteggiare esigenze di mutuo soccorso inter ATI previsto dalla vigente Legislazione Regionale e nel Piano d’Ambito, contenimento della tariffa di smaltimento in discarica dei rifiuti a vantaggio dei Comuni utenti, risparmio di risorse naturali da impiegare come materiali tecnici.

Il procedimento autorizzativo prevede una fase di Valutazione di Impatto Ambientale, avanti alla Regione Umbria ed una modifica sostanziale della vigente Autorizzazione Integrata Ambientale, che sarà eseguita dalla Provincia di Terni.

Allo stato la Regione Umbria ha comunicato la procedibilità dal punto di vista amministrativo dell’istanza presentata, mentre la Provincia di Terni ha già provveduto a tenere una prima seduta della conferenza dei servizi in sede istruttoria, in cui sono stati verificati i processi e le modalità di valutazione della documentazione presentata.

Gruppo AQUASER

Aquaser

Opera nel settore dei servizi complementari del ciclo integrato delle acque, svolgendo un attività di recupero e smaltimento fanghi di depurazione biologica e rifiuti derivanti dalla depurazione delle acque, di trattamento di reflui e rifiuti liquidi, e la prestazione di servizi ad essi connessi.

Svolge attualmente il servizio di trasporto e recupero dei fanghi di depurazione per la maggior parte delle società idriche del Gruppo ACEA. Strategicamente assume notevole importanza anche la localizzazione degli impianti, due nel Lazio, destinati quindi ad accogliere i fanghi delle commesse di ACEA Ato2 e ACEA Ato5, e uno in Toscana nelle vicinanze di Grosseto, destinato quindi ad accogliere i fanghi delle commesse delle società operanti in Toscana ed in Umbria con effetti di contrazione dei costi di trasporto.

Le attività di recupero vengono svolte mediante il conferimento ad impianti di compostaggio, prevalentemente di terzi e lo spandimento di fanghi in agricoltura su autorizzazioni anche esse prevalentemente di terzi.

Nel corso del periodo ha proseguito le sue attività di consolidamento della propria posizione di mercato.

È necessario evidenziare che nell’ambito del più ampio progetto di riorganizzazione societaria del Gruppo ACEA, finalizzato tra l’altro a semplificare ed ottimizzare la struttura organizzativa ed operativa e la sistemazione delle relative posizioni creditorie, l’Assemblea dei Soci del 30 dicembre 2014 ha deliberato, tra l’altro, la cessione alla controllante ACEA delle partecipazioni totalitarie detenute in Solemme e SAMACE. Si informa altresì che è stato depositato il progetto di fusione di SAMACE in Solemme che avrà effetti contabili e fiscali al 1° gennaio 2015.

L’operazione di cui sopra ha la finalità di costituire un’unica società per la gestione dei rifiuti organici, conseguendo un superamento funzionale del processo con l’intento di restituire ad Aquaser l’originale connotazione di intermediario nella gestione dei fanghi e lasciando tutta l’attività di trattamento dei rifiuti organici all’interno della società che gestirà l’impiantistica.

 

KYKLOS

Opera nel settore del trattamento dei rifiuti con produzione e commercializzazione di ammendante compostato misto; in particolare svolge la propria attività in località Campoverde, ad Aprilia, in forza dell’Autorizzazione Unica per impianti di trattamento e di recupero di rifiuti speciali non pericolosi rilasciata dalla Provincia di Latina con una potenzialità massima di 66.000 ton/anno.

In data 8 giugno 2010 è stato avviato l’iter autorizzativo per l’adeguamento dell’attuale impianto e l’ampliamento della potenzialità fino a 120.000 ton/anno mediante la realizzazione di una sezione di digestione anaerobica con recupero di energia elettrica e termica.

Si segnala che la Provincia di Latina, in data 28 marzo 2013, ha rilasciato autorizzazione unica per variante sostanziale dell’impianto di trattamento e recupero di rifiuti e per la produzione di energia. L’intervento autorizzato, che determina una potenzialità di trattamento pari a 120.000 ton/anno di rifiuti compostabili garantisce il soddisfacimento dell’esigenza di recuperare i rifiuti organici, soprattutto nel presente periodo di emergenza rifiuti a livello regionale, evitandone la collocazione in discarica, permettendo altresì di migliorare la posizione di primo player di Kyklos nel territorio di riferimento.

In conseguenza del ricorso proposto dal Comune di Nettuno per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della suddetta autorizzazione nonché del ricorso proposto da Kyklos per l’annullamento di alcune parti della medesima autorizzazione, il 25 febbraio 2014 è stata presentata dalla Società richiesta di sospensione del termine di avvio dei lavori (fissato entro i dodici mesi dal rilascio) fino alla pubblicazione da parte del TAR Latina delle sentenze di merito che definiscono le controversie sopra descritte. La richiesta è stata accolta dalla Provincia di Latina nel mese di aprile 2014.

Si evidenzia che il 28 luglio 2014, presso l’impianto di compostaggio si è verificato un incidente, in cui hanno perso la vita due operai di imprese esterne incaricate del servizio di prelievo e trasporto del percolato.

Il percolato è un rifiuto liquido, non pericoloso, derivante dal trattamento dei rifiuti non pericolosi, svolto presso l’impianto e che viene quotidianamente prelevato, come nel caso di specie, con operazione svolta in ambiente aperto, mediante autocisterne, per essere smaltito in idonei impianti autorizzati.

Il 30 luglio 2014, il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Latina disponeva “il sequestro preventivo in via d’urgenza dell’impianto autorizzando sin d’ora le attività finalizzate al trattamento del materiale già presente sul sito e con l’osservanza delle prescrizioni impartite dall’ASL, organo di vigilanza rispetto alla attività autorizzata” nominandone custode il Responsabile Tecnico dell’impianto.

La competente Autorità Giudiziaria ha doverosamente avviato un’indagine, tuttora in corso, nella quale figurano, in qualità di indagati, oltre ai titolari dell’impresa autotrasportatrice e della società di intermediazione dei servizi di trasporto e smaltimento del percolato, il legale rappresentante al momento dell’incidente ed il responsabile tecnico della.

Le strutture tecniche ed amministrative di Kiklos S.r.l., pur rappresentando la corrispondenza del proprio operato a tutte le prescrizioni autorizzative e di legge, hanno prestato la più ampia collaborazione alle attività in corso da parte delle competenti Autorità e hanno dato esecuzione a tutte le prescrizioni dalle stesse impartite.

Alla luce di quanto sopra, si confida che, ultimate le attività di recupero e smaltimento dei materiali giacenti in impianto ed approntate le ulteriori misure ritenute necessarie dalle citate Autorità, si possa ottenere la rimozione del provvedimento cautelare e, conseguentemente, il ripristino delle condizioni di funzionalità ordinaria dell’impianto, che svolge anche una rilevante funzione di interesse pubblico, essendo asservito al servizio di recupero della frazione organica da raccolta differenziata prodotta da numerosi comuni principalmente della Regione Lazio.

È altresì opportuno rilevare che, fin dall’inizio della propria attività, l’impianto di compostaggio è stato oggetto di continue visite ispettive, non rilevando elementi di criticità in merito alla gestione ordinaria dell’impianto.

Il sequestro dell’impianto comporta attualmente l’impossibilità da parte di Kyklos di realizzare ricavi mentre la Società è chiamata a far fronte ai costi relativi agli impegni assunti. Il perdurare del sequestro genera un fabbisogno finanziario per fronteggiare il quale la Società ha richiesto l’intervento da parte dei soci. ACEA ha fornito a Kyklos le risorse finanziarie necessarie al pagamento degli stipendi (oltre ai contributi e ritenute di legge) e dei debiti contratti per lo smaltimento del percolato, oltre a fornire il necessario supporto per il recupero dei crediti inevasi. È evidente che verranno poste in essere tutte le azioni utili a garantire la ripresa delle attività nel corso del 2015.

 

SOLEMME

Opera nel settore del recupero dei rifiuti, mediante compostaggio di rifiuti organici, in particolare fanghi prodotti dalla depurazione dei reflui civili e produzione di ammendante compostato misto. L’impianto di compostaggio è inserito nel Piano rifiuti della Provincia di Grosseto.

Il mercato di riferimento di Solemme è rappresentato dai fanghi di depurazione civile prodotti nella Regione Toscana, ed in particolare nell’ambito ATO6 Ombrone, relativo alla Provincia di Grosseto e Siena e dal trattamento dei rifiuti della raccolta differenziata.

L’attuale potenzialità dell’impianto non è sufficiente a garantire il recupero delle quantità attualmente prodotte di cui, si prevede un aumento in funzione dell’incremento delle attività di depurazione dei reflui civili.

Le difficoltà incontrate nel percorso per la realizzazione della soluzione integrata per la valorizzazione energetica dei fanghi ha determinato la decisione di attivare l’iter autorizzativo per l’adeguamento dell’impianto esistente.

L’impianto di compostaggio è da lungo tempo al centro di un serrato dibattito, per il suo ampliamento e tipologia industriale, con il Comune di Monterotondo Marittimo.

Infatti il Comune ha proposto ricorso al TAR contro le autorizzazioni rilasciate dalla Provincia di Grosseto sulla proposta del nuovo impianto di digestione anaerobica e compostaggio presentata da Solemme con capacità di 70.000 T/a.

Tale autorizzazione prevede l’ampliamento dell’impianto solo successivamente all’approvazione da parte del Comune di Monterotondo Marittimo del piano attuativo presentato dalla società in merito al quale l’Amministrazione Comunale si è espressa con diniego all’adozione con delibera consiliare del 26 Marzo 2013. Nel mese di febbraio 2014 sono stati tenuti incontri tra le parti volti a chiarire tutti gli aspetti di tipo tecnico al fine di addivenire ad una soluzione che consenta di ottenere le autorizzazioni ancora mancanti.

In data 11 aprile 2014 la Provincia di Grosseto ha prorogato l’autorizzazione all’esercizio dell’impianto attuale fino al 14 aprile 2015. Si segnala che, nel corso del mese di giugno 2014 si è svolto un incontro con la nuova amministrazione per il superamento del contenzioso in essere e l’approvazione del piano attuativo propedeutico alla realizzazione del nuovo impianto la cui approvazione è prevista entro l’esercizio in corso.

Il Comune di Monterotondo Marittimo ha approvato, con Deliberazione n. 36 del 25 novembre 2014, il Piano Attuativo, che è attualmente in fase di pubblicazione (che si concluderà in data 28 febbraio 2015), propedeutica all’adozione, la quale consentirà, a valle del rilascio del permesso di costruire, di avviare le attività di cantiere per la realizzazione del nuovo impianto.

È in fase di sottoscrizione tra la Società ed il Comune di Monterotondo Marittimo una convenzione che prevede:

  • perfezionamento del procedimento di approvazione del Piano Attuativo entro il 31 dicembre 2014 (già conseguito), nonché di tutti i titoli autorizzativi comunque necessari per la realizzazione e gestione del progetto di adeguamento dell’impianto;
  • rinuncia da parte della Società e del Comune di Monterotondo Marittimo dei ricorsi pendenti: davanti al T.A.R. per la Società per l’impugnazione della delibera comunale di non approvazione del Piano Attuativo; davanti al Consiglio di Stato per il Comune dell’impugnativa sulla validità della Valutazione di Impatto Ambientale;
  • successivamente alla realizzazione ed entrata in esercizio dell’impianto, sistemazione (congiuntamente ad ENEL) della strada che conduce all’impianto;
  • successivamente all’entrata in esercizio ed il conseguimento dei ricavi dell’impianto, realizzazione di iniziative di mitigazione ed interventi per la prevenzione, riduzione ed eliminazione degli impatti ambientali generati dall’impianto;
  • corresponsione di forme di compensazione ambientale al Comune per i rifiuti provenienti da fuori ATO.

 

SAMACE

In data 5 luglio 2013 la Società è stata interamente acquistata da Aquaser.

Opera nel settore del recupero dei rifiuti con produzione e commercializzazione di ammendante compostato misto. La Società svolge la propria attività a Sabaudia in forza dell’Autorizzazione Unica per impianti di trattamento e di recupero di rifiuti speciali non pericolosi rilasciata dalla Provincia di Latina. In data 22 maggio 2014 la Società ha presentato istanza per l’incremento della potenzialità fino a 60.000 tonnellate annue di rifiuti compostabili con la realizzazione di una nuova sezione di compostaggio aerobico, raggiungendo una potenzialità complessiva di 90.000 tonnellate di rifiuti trattabili. Con Determinazione Prot. G17953 del 12 dicembre 2014, la Regione Lazio ha rinviato il progetto a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

 

ISA

Opera nel settore della logistica e dei trasporti ed è stata ritenuta strategica per gli obiettivi di consolidamento di mercato. Infatti, con l’acquisizione della Società, si è voluta rafforzare la propria organizzazione per svolgere in maniera più autonoma i propri servizi, non solo quelli di trasporto ma anche quelli relativi ad altre attività connesse e complementari quali lo spandimento fanghi in agricoltura, la manutenzione dei letti di essiccamento e servizi di auto spurgo, che hanno, di fatto, determinato una crescita significativa delle attività svolte. In particolare è stato sviluppato il settore della disidratazione dei fanghi e del trasporto di rifiuti liquidi che ha l’obiettivo di portare ad un miglioramento del servizio offerto oltre che ad un contenimento dei costi di recupero e/o smaltimento e di trasporto, essenzialmente dovuti alla distanza degli impianti di trattamento rispetto ai siti di produzione dei fanghi.

Si segnala che attualmente la Società dispone di un proprio parco mezzi per lo svolgimento delle attività di autotrasporto.