Problematiche fiscali

Problematiche fiscali

 

Verifica fiscale su SAO

Nel mese di ottobre 2008, la competente Agenzia delle Entrate ha notificato alla società due avvisi di accertamento con i quali sono state rettificate, tra l’altro, le dichiarazioni dei redditi agli effetti dell’IRES per i periodi di imposta 2003 e 2004. I rilievi contestati derivano dall’applicazione dell’art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

I ricorsi presentati dalla Società sono stati riunificati dalla Commissione Tributaria di Terni che nel mese di maggio 2009 ha accolto l’istanza di sospensione presentata da SAO e nel mese di novembre 2009 ha sospeso il giudizio sollevando la questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537 posto a base dell’accertamento.

La Corte Costituzionale, con decisione del mese di marzo 2011, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale e ha rimesso la decisione alla Commissione Tributaria di Terni. Nel mese di gennaio 2013 la Commissione ha accolto i ricorsi presentati da SAO ed ha condannato l’Agenzia delle Entrate al pagamento del 50% delle spese processuali sostenute dalla Società.

Con sentenza 419/04/14 emessa il 24 febbraio 14, depositata nel mese di luglio 2014, la Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria ha respinto l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate ponendo le spese a carico della parte soccombente.

 

In aggiunta a quanto sopra illustrato si informa che nel novembre 2008, l’Agenzia delle Entrate ha altresì notificato alla società, nonché alla precedente Capogruppo EnerTAD S.p.A., l’avviso di accertamento con cui è stata rettificata la dichiarazione dei redditi agli effetti dell’IRES per il periodo di imposta 2004, per un importo a carico della società di € 2,3 milioni, per imposte, al netto delle eventuali sanzioni. I rilievi contestati derivano dall’applicazione dell’art. 14, comma 4 bis della L. 24 dicembre 1993 n. 537.

Le ragioni di SAO sono state riconosciute sia dalla Commissione Tributaria Provinciale che da quella Regionale. Nel mese di febbraio 2013 l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso presso la Corte di Cassazione e la società si è costituita in giudizio.

 

Si reputa che gli atti dell’Agenzia delle Entrate sopra citati siano illegittimi, ritenendo remoto il rischio di pagamento dell’intera somma di cui comunque si farà carico il precedente azionista (Enertad ora Erg Renew) sulla base delle garanzie rilasciate nel contratto di compravendita delle azioni della controllante diretta A.R.I.A. S.r.l.

 

Si evidenzia altresì per completezza che nel gennaio 2009 la società ha impugnato il provvedimento prot. n. 2008/27753 del 27 novembre 2008 con il quale l’Agenzia delle Entrate ha sospeso l’erogazione di un rimborso IVA richiesto dalla società e relativo al periodo di imposta 2003. Tale rimborso, del valore di € 1,3 milioni, è stato riconosciuto dall’Amministrazione Finanziaria, ma, ne è stata sospesa l’erogazione in via cautelare in ragione degli accertamenti di cui sopra. La Commissione Tributaria, con sentenza resa a seguito dell’udienza tenuta nel marzo 2010, ha accolto il ricorso proposto dalla società, annullando il citato provvedimento avverso la citata sentenza. L’Agenzia delle Entrate ha proposto atto di appello nel settembre 2010: il relativo giudizio è in corso. Si evidenzia che il credito oggetto del citato rimborso IVA è stato ceduto, a titolo oneroso, nel luglio 2010. Il cessionario ha presentato ricorso con contestuale istanza di discussione in pubblica udienza per l'annullamento del provvedimento 73747/2011 con cui la Direzione Provinciale di Terni dell'Agenzia delle Entrate ha dichiarato non accogliibile la cessione di detto credito IVA da

SAO al cessionario medesimo. Con sentenza 52/04/12, emessa il 3 ottobre 2011 e depositata il 26 marzo 2012, la Commissione Tributaria Regionale di Perugia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate, compensando le spese. L’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per Cassazione e la Società si è costituita in giudizio.

 

Verifica fiscale su ARSE

In data 14 giugno 2012 è stato consegnato alla Società un Processo Verbale di Constatazione elevato dalla Guardia di Finanza Nucleo di Polizia Tributaria di Roma ad esito di una verifica fiscale finalizzata al controllo del corretto utilizzo del regime di sospensione da imposta previsto dai depositi fiscali IVA, di cui all’articolo 50 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331 (“Depositi IVA”), relativamente a taluni beni importati dalla Società negli anni 2009, 2010 e 2011.

I verificatori, in ragione di un asserito utilizzo abusivo del predetto regime da parte della Società, contestano alla Società un omesso versamento di IVA all’importazione – per gli anni 2009, 2010 e 2011 - pari a complessivi € 16.198.714,87.

In data 6 agosto 2012 la Società ha presentato memoria difensiva ai sensi dell’art. 12, comma 7, della Legge 27 luglio 2000, n. 212 in merito a rilievi contenuti nel suddetto Processo Verbale di Constatazione.

La tematica relativa ai concetti di simulazione del deposito e introduzione dei beni è particolarmente nota e dibattuta ed è stata oggetto di numerosi documenti di prassi emanati dall’Agenzia delle Dogane, nonché di diversi interventi legislativi.

La Società ritiene che tutte quante le condizioni di fatto e di diritto previste dalla normativa relativa all’utilizzo dei Depositi IVA, così come interpretate dai competenti organi amministrativi, siano state pienamente soddisfatte e che pertanto il predetto Processo Verbale di Constatazione sia infondato.

Con riguardo alla tematica dei Depositi IVA, si segnala inoltre che, con riferimento al caso particolare delle prestazioni di servizi relative a beni custoditi presso i Depositi IVA (fattispecie prevista dalla lettera h) dell’art. 50- bis del decreto legge n. 331/1993), l’art. 34, comma 44, del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 ha di recente modificato l’art. 16, comma 5-bis, del Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185 (norma di interpretazione autentica della lett. h) dell’art. 50-bis, citato) prevedendo, per tale fattispecie, che si debba ritenere definitivamente assolta l’IVA qualora all’atto dell’estrazione della merce dal Deposito IVA per la sua immissione in consumo nel territorio dello Stato risultino correttamente poste in essere le norme previste dal comma 6 dell’art. 50 bis del decreto legge 331/93, ovvero siano correttamente applicate le procedure di reverse charge di cui all’art. 17, comma 2, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.

Tale impostazione appare supportata anche dalla Circolare n.16/D del 20 ottobre 2014 emanata dall’Agenzia delle Dogane in seguito alla decisione della Corte di Giustizia del 17 luglio 2014 n. C-272/13.

 

Verifica fiscale su GORI

Nel corso del 2011 l’Agenzia delle Entrate ha svolto una verifica ispettiva che ha riguardato l’esercizio 2008. Al termine del controllo, gli ispettori hanno contestato alla Società maggiori imposte da versare per un importo di circa € 1 milione (oltre sanzioni ed interessi).

Come diretta conseguenza della verifica fiscale sopra riportata, sono stati notificati alla società: (i) un avviso di accertamento nel mese di dicembre 2012 relativo all’esercizio 2007 con il quale sono stati contestati maggiori imponibile IRES per € 3.902 mila, IRAP per € 2.816 mila e IVA per € 97 mila. Avverso i rilievi effettuati la Società, in data 13 febbraio 2013, ha presentato istanza di accertamento con adesione: l’adesione è stata perfezionata nel mese di maggio ed il relativo onere ammonta a € 1.249 mila; (ii) un avviso di accertamento nel mese di agosto 2013 relativo all’esercizio 2008 con il quale sono stati contestati maggiori imponibile IRES ed IRAP per € 2.569 mila e IVA per € 570 mila. La Società ha chiesto ed ottenuto la rateizzazione degli importi oggetto

di accertamento che ammontano complessivamente ad € 1.393 mila; (iii) in data 28 gennaio 2014, un ordine di servizio della DRE Campania che comunica l’apertura di una verifica generale per l’anno 2010 ed una verifica mirata per gli anni 2011 e 2012.

La Società ha richiesto l’adesione al PVC e la rateizzazione degli importi oggetto di accertamento che ammontano complessivamente ad € 2.970 mila comprese sanzioni e interessi.

 

Verifica fiscale su ARIA (ex EALL)

In data 17 febbraio 2012 è stata aperta dalla Guardia di Finanza - Nucleo di Polizia Tributaria di Terni - a carico di EALL una verifica generale (IRES, IRAP e IVA) per gli anni 2010/2011 fino alla data di incorporazione in ARIA. Nel corso della verifica è stata richiesta un’estensione all’annualità 2009 per l’IVA.

In data 26 aprile 2012 è stato notificato ad A.R.I.A. S.r.l., in qualità d’incorporante di EALL, un processo verbale di constatazione che contiene i segue rilievi:

deduzioni Tremonti ter,

indebita detrazione Iva sullo smaltimento di ceneri e scorie,

difetto di competenza su alcuni costi di manutenzione.

Per quanto riguarda il primo rilievo, i verificatori hanno evidenziato l’erronea imputazione al periodo 2009 di un componente negativo di reddito, ma ne hanno riconosciuto allo stesso tempo la competenza per il periodo d’imposta 2010.

Nel mese di marzo 2014, l’Agenzia delle Entrate di Terni ha notificato alla società e alla Capogruppo ACEA l'avviso di accertamento n. T3O0E0300073/2014 relativo al rilievo IRES di complessivo € 3.061 mila (oltre sanzione e interessi) per il difetto di competenza della deduzione Tremonti ter della incorporata EALL. Nel corso del mese di settembre 2014 è stato sottoscritto l’accordo di adesione e contestualmente si è proceduto al versamento della somma di € 448 mila comprensiva degli interessi.

Per quanto riguarda il secondo rilievo, i verificatori hanno contestato alla società l’illegittima detrazione negli esercizi 2009, 2010 e 2011 di parte dell’IVA relativa a prestazioni ricevute aventi ad oggetto lo smaltimento di scorie e ceneri; in pratica la società ha ricevuto fatture con esposta un’aliquota IVA ordinaria in luogo di quella agevolata. A seguito della notifica, avvenuta nel corso degli esercizi 2012 e 2013, degli avvisi di accertamento relativi all’IVA per le annualità 2009, 2010 e 2011, la società ha proceduto, nel corso dell’esercizio 2013, al pagamento della maggiore imposta accertata e delle sanzioni in misura ridotta, per un importo complessivo pari ad € 844 mila.

Per quanto riguarda il terzo rilievo, l’Agenzia delle Entrate di Terni ha notificato in data 15 ottobre 2014 alla Società e alla Capogruppo un avviso di accertamento per l’importo di € 54 mila comprensivo di sanzioni. La Società ha proceduto al pagamento di quanto dovuto entro i termini prescritti.

 

Verifica fiscale su ACEA Distribuzione

In conseguenza della verifica generale aperta in data 19 dicembre 2012, l’Agenzia delle Entrate ha notificato ad ACEA Distribuzione un Processo Verbale di Constatazione (PVC) in data 23 maggio 2013. I rilievi contestati riguardano le imposte IRES, IRAP e IVA per un ammontare complessivo di circa € 1,5 milioni. Nello stesso PVC veniva effettuata una segnalazione per gli anni dal 2008 al 2012 sul trattamento tributario di alcune poste già oggetto di rilievo e aventi una valenza pluriennale.

Sulla base della segnalazione inserita nel PVC, la DRE del Lazio – Ufficio Grandi Contribuenti ha chiesto chiarimenti in merito al trattamento tributario delle fattispecie oggetto della medesima segnalazione per i periodi d’imposta 2008 e 2009.

Con riferimento al 2008 ACEA Distribuzione ha versato l’importo di € 56 mila (oltre sanzioni e interessi) oggetto di accordo di adesione.

Per il 2009 la DRE del Lazio ha proceduto alla notifica degli avvisi di accertamento nei quali si contestano maggiori deduzioni IRES e IRAP per un imponibile di € 219 mila e una maggiore

detrazione di IVA per € 163 mila. In data 19 febbraio 2015 la DRE Lazio ha disposto l’annullamento totale dell’accertamento ai fini IRES e IRAP e l’annullamento parziale dell’accertamento IVA.

Per i rilievi IVA ancora in essere la Società ha presentato in data 20 febbraio 2015 istanza di accertamento con adesione.

 

Verifica doganale su Voghera Energia Vendita in liquidazione

In data 20 agosto 2013 l’Agenzia delle Dogana di Pavia ha notificato a Voghera Energia Vendita un processo verbale di constatazione nel quale è stata rilevata la mancata dichiarazione, e conseguentemente il mancato versamento, di accise e addizionali sull’energia elettrica per il periodo 2008 – 2011 per un ammontare complessivo di € 12.532 mila. Nello stesso PVC veniva segnalata la mancata contabilizzazione dell’IVA sulle accise per € 2.524 mila.

In data 4 ottobre 2013 la società procedeva, ai sensi dell’art. 12 della Legge 212/2000, al deposito di memorie difensive, ricostruendo puntualmente le operazioni eseguite negli esercizi oggetto di verifica e depositando copiosa documentazione a supporto.

L’Agenzia delle Dogane, nonostante la ricostruzione puntuale della fatturazione effettuata nelle memorie, procedeva in data 14 febbraio 2014 alla notifica di un avviso di pagamento per mancato versamento di accise ed addizionali sull’energia elettrica per i periodi che vanno dal 2008 al 2011 per complessivi € 10.931 mila oltre interessi per € 941 mila e un provvedimento di irrogazioni di sanzioni amministrative (complessivamente circa € 25 milioni). Avverso tali provvedimenti la Società ha presentato istanza di accertamento con adesione che si concluso in data 16 aprile 2014 con il versamento complessivo di € 124 mila.

In data 9 settembre 2014 l’Agenzia delle Dogana di Pavia ha notificato a Voghera Energia Vendita l’avvio delle attività di verifica sulle dichiarazioni di Consumo relative agli anni 2009-2013, che si è concluso a fine novembre 2014 rilevando complessivamente sull’intero periodo in esame il mancato versamento di accise e addizionali pari circa a € 130 mila, oltre sanzioni ed interessi pari circa a € 305 mila riducibili a € 134 mila in ipotesi di pagamento entro 60 giorni da irrogazione sanzione.

 

Verifica fiscale su Kyklos

In data 20 marzo 2014 è stata aperta dalla Guardia di Finanza - Nucleo di Polizia Tributaria di Latina - a carico di Kyklos una verifica generale (IRES, IRAP e IVA) per l’anno 2012.

In data 6 maggio 2014 è stato notificato a un processo verbale di constatazione che contiene i seguenti principali rilievi:

carenza del principio di competenza per la deducibilità dei compensi del C.d.A.;

indeducibilità dei canoni leasing;

indeducibilità di costi di manutenzione automezzi.

L’importo imponibile complessivamente ripreso a tassazione è pari ad: € 78 mila ai fini IRES; € 38 mila ai fini IRAP; € 5 mila ai fini Iva.

 

Verifica fiscale su Gesesa

A seguito delle verifica fiscale relativa all’anno 2009, l’Ufficio Controlli dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Benevento ha notificato due distinti avvisi di accertamento:

l’avviso di accertamento, notificato il 25 settembre 2014 a Gesesa, relativo alle imposte IRAP e IVA per un importo complessivo di € 19 mila;

l’avviso di accertamento, notificato il 1° ottobre 2014 sia Gesesa (in qualità di consolidata) sia alla Capogruppo ACEA (in qualità di consolidante) per l’IRES di consolidato per un importo complessivo di € 117 mila.

Avverso tali avvisi le società hanno presentato istanza di accertamento con adesione e la procedura si è chiusa con la sottoscrizione di un accordo che prevede il versamento di € 30 mila comprensivo di sanzioni e interessi.

     

Verifica fiscale su ACEA

In data 17 settembre 2014 è stata aperta dalla Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale del Lazio - a carico di ACEA una verifica generale (IRES, IRAP e IVA) per l’anno 2011 che si è conclusa in data 23 dicembre 2014 con la notifica di un processo verbale di constatazione che contiene un unico rilievo ai fini IRAP per un maggiore imponibile di € 207 mila. La Società in data 19 gennaio ha presentato istanza di adesione al processo verbale di contestazione.

 

Contestazioni/contenzioso fiscali/e su Arse

Nel corso del mese di gennaio 2015 sono stati notificati ad ARSE e ad Apollo – società conferitaria degli impianti fotovoltaici realizzati da ARSE, ceduta a RTR Capital a fine 2012, - tredici avvisi di rettifica e liquidazione aventi ad oggetto il maggior valore, ai fini dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale, rispetto all’importo dichiarato in sede di costituzione del diritto di superficie relativamente ad alcuni terreni sui quali sono stati realizzati impianti.

Gli atti sottoscritti prevedono sostanzialmente l’estinzione dei preesistenti contratti di locazione dei terreni e la contestuale costituzione del diritto di superficie sui terreni stessi. L’Agenzia delle Entrate ha contestato il valore dichiarato negli atti sostenendo che oggetto degli stessi è stato il trasferimento, non solo del diritto reale sul terreno, ma anche della proprietà superficiaria degli impianti fotovoltaici. Si precisa che tali impianti sono stati realizzati da ARSE e, quindi, all’atto della costituzione del diritto di superficie erano già di proprietà della stessa e, successivamente, di Apollo alla quale sono stati conferiti.

Le maggiori imposte accertate ad ARSE e Apollo ammontano complessivamente, compresi sanzioni ed interessi, ad € 9.500 mila circa.

Si ritiene che la sussistano fondati motivi, supportati da un autorevole parere, per contestare la richiesta dell’Agenzia nel presupposto e, in subordine, negli ammontari.