Principi contabili, emendamenti ed interpretazioni applicabili successivamente alla fine dell’esercizio e non adottati in via anticipata dal Gruppo

Nuovi Principi Contabili, modifiche di principi contabili e Interpretazioni adottati dall’Unione Europea

 

IFRIC 21 - Tributi

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale L 175 del 14 giugno 2014 il Regolamento (UE) 634/2014 della Commissione del 13 giugno 2014 che adotta l’Interpretazione IFRIC 21 - Tributi.

L’Interpretazione tratta la contabilizzazione di una passività relativa al pagamento di un tributo nel caso in cui tale passività rientri nell’ambito di applicazione dello IAS 37 nonché la contabilizzazione di una passività relativa al pagamento di un tributo la cui tempistica e il cui importo sono incerti.

L’IFRIC 21 si applica a partire dagli esercizi finanziari che iniziano il 17 giugno 2014.

 

Nuovi Principi Contabili e modifiche di principi contabili emessi dallo IASB nel periodo

 

IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts

Il 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato l’IFRS 14 Regulatory Deferral Accounts, l’interim standard relativo al progetto Rate-regulated activities.

L’IFRS 14 consente solo a coloro che adottano gli IFRS per la prima volta di continuare a rilevare gli importi relativi alla rate regulation secondo i precedenti principi contabili adottati. Al fine di migliorare la comparabilità con le entità che già applicano gli IFRS e che non rilevano tali importi, lo standard richiede che l’effetto della rate regulation debba essere presentato separatamente dalle altre voci.

Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2016 ma è consentita un’applicazione anticipata

 

Amendments to IFRS 11: Accounting for Acquisitions of Interest in Joint Operations

Il 7 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amendments che ha lo scopo di chiarire il trattamento contabile per le acquisizioni di interessenze in una joint operation che rappresenta un business. La modifica è efficace a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2016.

 

Amendments to IAS 16 and IAS 38: Clarification of Acceptable Methods of Depreciation and Amortization

Il 13 maggio 2014 lo IASB ha pubblicato il suddetto Amendments che ha lo scopo di chiarire che un metodo di ammortamento basato sui ricavi generati dall’asset (c.d. revenue-based method) non è ritenuto appropriato in quanto riflette esclusivamente il flusso di ricavi generati da tale asset e non, invece, la modalità di consumo dei benefici economici incorporati nell’asset. La modifica è efficace a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2016.

 

IFRS 15 Revenue from Contracts with Customers

Il 29 maggio 2014 IASB e FASB hanno congiuntamente pubblicato – dopo un'attività di studio e consultazione durata oltre un decennio – le nuove disposizioni per la contabilizzazione dei ricavi. Il nuovo principio sostituirà, dal 2017, lo IAS 18 (Ricavi) e lo IAS 11 (Lavori su ordinazione).

I passaggi ritenuti fondamentali per la contabilizzazione dei ricavi sono:

  • identificare il contratto, definito come un accordo (scritto o verbale) avente sostanza commerciale tra due o più parti che crea diritti e obbligazioni con il cliente tutelabili giuridicamente;
  • identificare le obbligazioni (distintamente individuabili) contenute nel contratto;
  • determinare il prezzo della transazione, quale corrispettivo che l'impresa si attende di ricevere dal trasferimento dei beni o dall'erogazione dei servizi al cliente, in coerenza con le tecniche previste dal Principio e in funzione della eventuale presenza di componenti finanziarie;
  • allocare il prezzo a ciascuna "performance obligation";
  • rilevare il ricavo quando l'obbligazione è regolata, tenendo in considerazione il fatto che i servizi potrebbero essere resi non in uno specifico momento, ma anche nel corso di un periodo di tempo.

Il principio non dovrebbe apportare particolari difformità nella contabilizzazione delle operazioni considerate più comuni. Maggiori differenze nella tempistica della rilevazione e nella determinazione quantitativa dovrebbero essere rinvenibili nei contratti di servizi a medio-lungo termine e negli accordi contenenti più obbligazioni, su cui gli operatori avevano evidenziato le principali criticità dell'attuale disciplina. La disclosure sui ricavi dovrebbe essere migliorata per mezzo di una più ampia informativa qualitativa e quantitativa tale da consentire agli stakeholder di ottenere una chiara comprensione del contenuto e degli elementi rilevanti per la determinazione dei ricavi.

Lo standard si applica a partire dal 1° gennaio 2017 ma è consentita un’applicazione anticipata.

 

IFRS 9 Financial Instruments

Il 25 luglio 2014 lo IASB ha pubblicato l’IFRS 9 Financial Instruments comprendente la parte sulla classificazione e misurazione degli strumenti finanziari, sul modello di impairment e sull’hedge accounting.

L’IFRS 9 riscrive le regole contabili dello IAS 39 con riferimento alla rilevazione e valutazione degli strumenti finanziari, incluse le operazioni di copertura.

Il principio prevede le seguenti tre categorie per la classificazione delle attività finanziarie:

  • attività finanziarie valutate al costo ammortizzato (“amortised cost”);
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato a conto economico (“FVTPL” – “Fair value through profit and loss”);
  • attività finanziarie valutate al fair value rilevato nelle altre componenti del conto economico complessivo (“FVOCI” – “fair value through other comprehensive income”).

Con riferimento a tale classificazione, si segnalano le seguenti ulteriori disposizioni:

  • gli strumenti rappresentativi di capitale detenuti senza finalità di trading (“non trading equity instruments”), che andrebbero classificati nella categoria FVTPL, possono essere classificati in base ad una decisione irrevocabile dell’entità che redige il bilancio nella categoria FVOCI. In questo caso le variazioni di fair value (incluse le differenze cambio) saranno rilevate nell’OCI e non saranno mai riclassificate nell’utile/(perdita) dell’esercizio;
  • qualora le attività finanziarie, classificate nella categoria “amortised cost” o “FVOCI” creano un “accounting mismatch”, l’entità che redige il bilancio può decidere irrevocabilmente di utilizzare la “fair value option” classificando tali attività finanziarie nella categoria “FVTPL”;
  • con riferimento ai titoli di debito (“debt instruments”) classificati nella categoria FVOCI, si segnala che gli interessi attivi, le perdite su crediti attese (“expected credit losses”) e le differenze cambio dovranno essere rilevati nell’utile/(perdita) dell’esercizio. Nell’OCI andranno, invece, rilevati gli altri effetti derivanti dalla valutazione al fair value, che saranno riclassificati nell’utile/(perdita) dell’esercizio solo in caso di “derecognition” dell’attività finanziaria. 

Per quel che riguarda le passività finanziarie il principio propone la classificazione già prevista nello IAS 39 ma introduce un’importante novità con riferimento alle passività finanziarie classificate nella categoria “FVTPL”, in quanto la quota della variazione del fair value attribuibile al proprio rischio di credito (“own credit risk”) dovrà essere rilevata nell’OCI anziché nell’utile/(perdita) dell’esercizio come attualmente previsto dallo IAS 39. Con l’IFRS 9, pertanto, un’entità che vede peggiorare il proprio rischio di credito, pur dovendo ridurre il valore delle proprie passività valutate al fair value, l’effetto di tale riduzione attribuibile al proprio rischio di credito non comporterà effetti positivi nell’utile/(perdita) dell’esercizio bensì nell’OCI.

L’IFRS 9 introduce un nuovo modello di impairment basato sulle perdite attese. L’entità deve contabilizzare sin da subito, ed indipendentemente dalla presenza o meno di un “trigger event”, le perdite attese future sulle proprie attività finanziarie, e deve continuamente adeguare la stima, anche in considerazione delle variazioni del rischio di credito della controparte, basandosi non solo su fatti e dati passati e presenti, ma dando la giusta rilevanza anche alle previsioni future. Le stima delle perdite future deve essere fatta inizialmente con riferimento alle perdite attese nei prossimi 12 mesi, e successivamente, con riferimento alle perdite complessive nella vita del credito. Le perdite attese nei prossimi 12 mesi sono la porzione di perdite che si sosterrebbero nel caso di un evento di default della controparte entro 12 mesi dalla reporting date, e sono date dal prodotto tra la perdita massima e la probabilità che un evento di default avvenga.

Le perdite totali durante la vita dell’attività finanziaria sono il valore attuale delle perdite future medie moltiplicate per la probabilità che un evento di default avvenga nella vita della attività finanziaria. 

L’IFRS 9 avvicina non poco l’hedge accounting alle attività di risk management messe in essere dalle società, focalizzandosi sul fatto che se un elemento di rischio può essere individuato e misurato, indipendentemente dalla tipologia di rischio e/o di oggetto, lo strumento messo in essere per “coprire” tale rischi può essere denominato in hedge accounting, con il semplice limite che tale rischio possa impattare il conto economico o le altre componenti del conto economico complessivo (OCI).

Inoltre il principio consente di utilizzare come base per l’hedge accounting anche informazioni prodotte internamente all’azienda, senza più dover dimostrare di rispettare complessi criteri e metriche creati esclusivamente per esigenze contabili. I principali cambiamenti riguardano:

  • test di efficacia: viene abolita la soglia dell’80-125% e sostituita con un test oggettivo che verifica la relazione tra economica tra strumento coperto e strumento di copertura (ad esempio se vi è una perdita sul primo vi deve essere un utile sul secondo);
  • elementi coperti: non solo attività e passività finanziarie ma ogni elemento o gruppo di elementi purché il rischio sia separatamente individuabile e misurabile;
  • costo della copertura: il time value di un’opzione, i punti forward, lo spread su una valuta possono essere esclusi dall’hedge accounting e contabilizzati subito come costo della copertura e quindi tutte le oscillazioni di mark to market possono poi essere temporaneamente registrate nelle altre componenti del conto economico complessivo (OCI);
  • informativa: viene prevista una più ampia informazione descrittiva sui rischi coperti e sugli strumenti utilizzati, e viene superata l’attuale informativa basata sulla distinzione tra strumenti di cash flow hedge e di fair value hedge, terminologie contabili che spesso confondono gli investitori, che chiaramente sono più interessati ai rischi e a come essi sono coperti rispetto alle categorie contabili degli stessi strumenti.

 Il nuovo standard si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018. L’applicazione anticipata è consentita a condizione che il documento IASB sia già stato omologato dall’Unione Europea.

 

Amendments to IAS 27: Equity Method in Separate Financial Statements

Il 18 Agosto 2014 lo IASB ha pubblicato l’amendment in oggetto, le modifiche allo IAS 27 consentiranno alle entità di utilizzare l’equity method per contabilizzare gli investimenti in controllate, joint ventures e collegate nel bilancio separato. La modifica allo IAS 27 è efficace a partire dagli esercizi che hanno inizio il, o dopo il, 1° Gennaio 2016.

Amendments to IFRS 10 and IAS 28: Sale or Contribution of Assets between an Investor and its Associate or Joint Venture

L’11 settembre 2014 lo IASB ha pubblicato i suddetti amendments che hanno l’obiettivo di chiarire il trattamento contabile, sia nel caso di perdita del controllo di una controllata (regolata da IFRS 10) che nel caso di downstream transactions regolato da IAS 28, a seconda che l’oggetto della transazione sia (o non sia) un business, come definito da IFRS 3.

Se l’oggetto della transazione è un business, allora l’utile deve essere rilevato per intero in entrambi i casi (i.e. perdita del controllo e downstream transactions) mentre se l’oggetto della transazione non è un business, allora l’utile deve essere rilevato, in entrambi i casi, solo per la quota relativa alle interessenze dei terzi.

Tali modifiche entreranno in vigore dal 1° gennaio 2016 ma è comunque consentita un’applicazione anticipata.

 

Defined Benefit Plans: Employee Contributions (Amendments to IAS 19)

La modifica allo IAS 19 benefici ai dipendenti si è resa necessaria per facilitare, nel rispetto di determinate condizioni, la contabilizzazione dei piani a benefici definiti che prevedono la contribuzione da parte dei dipendenti o da terzi soggetti.

In particolare, la modifica allo IAS 19 consente di rilevare le contribuzioni dei dipendenti o dei terzi soggetti come riduzione dei costi per le prestazioni di lavoro (“service costs”) nel periodo in cui i relativi servizi lavorativi sono stati prestati, se vengono rispettate le seguenti condizioni:

  • le contribuzioni dei dipendenti o dei terzi sono previsti formalmente nelle condizioni del piano;
  • le contribuzioni sono correlate ai servizi prestati; e
  • l’ammontare della contribuzione è indipendente dal numero degli anni di servizio.

In tutti gli altri casi, la rilevazione di tali contribuzioni sarà più complessa in quanto dovranno essere attribuiti ai singoli periodi del piano mediante il calcolo attuariale della relativa passività.

La modifica allo IAS 19 dovrà essere applicata in modo retroattivo a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano il (o dopo) il 1° luglio 2014. L’applicazione anticipata è consentita a condizione che il documento IASB sia già stato omologato dall’Unione Europea.

 

Annual Improvements to IFRSs (2010-2012 Cycle)

Con il documento “Annual Improvements to IFRSs (2010-2012 Cycle)”, lo IASB ha modificato i seguenti principi contabili con riferimento ad alcuni aspetti che non risultavano chiari:

IFRS 2 Pagamenti basati su azioni: con le modifiche all’IFRS 2, lo IASB ha chiarito che una “performance condition” richiede il rispetto dei seguenti criteri:

  • lo svolgimento di uno specifico periodo di servizio; e
  • il raggiungimento del target entro la conclusione di tale periodo di servizio (se il target è determinato dopo il periodo di servizio, tale condizione deve essere trattata come “non-vesting condition”).

Inoltre, lo IASB ha chiarito che un obiettivo di performance deve basarsi su un target specifico dell’entità (es: EBITDA, risultato d’esercizio, totale dei ricavi, ecc.) oppure sul valore del prezzo delle azioni dell’entità stessa. Nel casi in cui il target è basato su un indice azionario, tale obiettivo dovrà essere considerato come una “non vesting condition”, in quanto l’indice include anche le performance di titoli di altre entità.

IFRS 3 Aggregazioni aziendali: con la modifica all’IFRS 3, lo IASB ha chiarito gli aspetti di classificazione e valutazione dei corrispettivi potenziali (“contingent consideration”). In particolare è stato chiarito quanto segue:

  • la classificazione di una contingent consideration come passività finanziaria o componente di patrimonio netto avviene sulla base delle disposizioni dello IAS 32 Strumenti finanziari: Esposizione nel bilancio;
  • la valutazione successiva delle contingent consideration, rilevate come attività o passività, avviene al fair value con le modifiche rilevate nell’utile/(perdita) dell’esercizio.
  • IFRS 8 Settori operativi: con le modifiche all’IFRS 8, lo IASB:
    • a)ha introdotto un nuovo obbligo informativo, richiedendo una breve descrizione dei settori operativi che sono stati aggregati e gli indicatori economici che sono stati utilizzati per tale aggregazione;
    • b.ha chiarito che la riconciliazione delle attività dei settori operativi oggetto di informativa con il totale delle attività dell’entità è richiesta solo nei casi in cui tale informazione è fornita regolarmente al più alto livello decisionale operativo dell’entità (“CODM”).

IFRS 13 Valutazione del fair value: con la modifica all’IFRS 13, lo IASB ha chiarito che le modifiche allo IAS 39 fatte a seguito della pubblicazione dell’IFRS 13 non avevano come obiettivo di escludere la possibilità di valutare i crediti e i debiti di breve periodo senza tener conto dell’effetto di attualizzazione, se tale effetto è ritenuto non significativo.

IAS 16 Immobili, impianti e macchinari e IAS 38 Attività immateriali: Con le modifiche allo IAS 16 e allo IAS 38, lo IASB ha chiarito le modalità con cui applicare il metodo della rideterminazione del valore previsto dai suddetti principi. In particolare, è stato chiarito come rettificare il costo storico e il relativo fondo ammortamento di tali attività per adeguare il valore netto contabile al fair value.

IAS 24 Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate: con la modifica allo IAS 24, lo IASB:

  • ha esteso la definizione di “parte correlata” alle entità che forniscono all’interno del gruppo le prestazioni lavorative dei dirigenti con responsabilità strategiche. Solitamente tali entità sono denominate “management companies”;
  • ha chiarito che è sufficiente fornire l’ammontare complessivo del costo addebitato dalla management company senza indicare separatamente le singole tipologie di benefici, che la management company ha pagato ai propri dipendenti.

Tutte le suddette modifiche dovranno essere applicate in modo prospettico a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano il (o dopo) il 1° luglio 2014. L’applicazione anticipata è consentita a condizione che il documento IASB sia già stato omologato dall’Unione Europea.

 

Annual Improvements to IFRSs (2011-2013 Cycle)

Con il documento “Annual Improvements to IFRSs (2011-2013 Cycle)”, lo IASB ha modificato i seguenti principi contabili con riferimento ad alcuni aspetti che non risultavano chiari:

IFRS 1 Prima adozione degli International Financial Reporting Standards: con la modifica all’IFRS 1, lo IASB ha chiarito che un “first-time adopter” può, sebbene non obbligato, utilizzare nel primo bilancio redatto in accordo agli IFRS, i documenti emessi dallo IASB ma non ancora in vigore se è consentita la loro applicazione anticipata.

IFRS 3 Aggregazioni aziendali: con la modifica all’IFRS 3, lo IASB ha chiarito che le disposizioni di tale principio non sono applicabili alla formazione di tutti gli accordi a controllo congiunto, incluse quindi anche le joint operation. Tale esclusione di riferisce al bilancio predisposto dall’accordo a controllo congiunto.

IFRS 13 Valutazione del fair value: con la modifica all’IFRS 13, lo IASB ha chiarito che l’eccezione prevista per la misurazione al fair value su base netta di un portafoglio di attività e passività è applicabile anche con riferimento ai contratti che rientrano nell’ambito di applicazione dello IAS 39 o dell’IFRS 9, sebbene tali contratti non rispettivo la definizione di attività o passività finanziaria prevista dallo IAS 32 (es: contratti per l’acquisto o la vendita di attività non-finanziarie che prevedono il regolamento netto per cassa).

IAS 40 Investimenti immobiliari: con la modifica allo IAS 40, lo IASB ha chiarito l’interrelazione tra tale principio e le disposizioni dell’IFRS 3. In particolare è stato chiarito che:

  • l’entità deve valutare se ha acquistato un investimento immobiliare in base alle disposizioni dello IAS 40; ed
  • effettuare una valutazione separata in base all’IFRS 3 al fine di verificare se l’investimento immobiliare acquistato rientra nella definizione di “business combination”.

Tutte le suddette modifiche dovranno essere applicate in modo prospettico a partire dai bilanci degli esercizi che iniziano il (o dopo) il 1° luglio 2014. L’applicazione anticipata è consentita a condizione che il documento IASB sia già stato omologato dall’Unione Europea.

 

Exposure Draft emessi dallo IASB

Il 25 marzo 2014 lo IASB ha pubblicato l’Exposure Draft ED 2014/1 “Disclosure Initiative (Proposed amendments to IAS 1)”.

Il documento ha l’obiettivo di fornire alcuni chiarimenti a dubbi espressi riguardanti obblighi di informativa. In particolare, le modifiche proposte riguardano i seguenti aspetti:

materialità: chiarimenti riguardo al fatto che informazioni utili non dovrebbero essere oscurate attraverso l’aggregazione o disaggregazione delle informazioni medesime e che le considerazioni sulla materialità si applicano ai principali prospetti, alle note esplicative e a specifici obblighi d’informativa previsti dai principi IFRS;

situazione patrimoniale-finanziaria, conto economico e altre componenti dell’utile complessivo: chiarimenti riguardo al fatto che le voci di bilancio da indicare nei relativi prospetti possono essere disaggregate e aggregate. Introduzione di una guida per i sub-totali da inserire negli schemi di bilancio;

note esplicative: si chiarisce che le entità hanno la flessibilità di determinare la struttura delle note esplicative e si introduce una guida su come definire un ordine sistematico delle note. Inoltre, si propone di eliminare inutili esempi riguardo all’identificazione delle principali accounting policies;

presentazione delle voci nel prospetto dell’OCI derivanti da investimenti valutati con il metodo del patrimonio netto: gli importi inseriti nel prospetto OCI relativo alla valutazione a patrimonio netto delle partecipazioni in società collegate e joint ventures devono essere aggregati in singole voci sulla base del fatto che tali importi verranno o menoriclassificati nel conto economico.

Il termine per presentare i commenti all’Exposure Draft è scaduto il 23 luglio 2014.

 

Il 30 gennaio 2014 lo IASB ha pubblicato una Request for Information (RFI) per la revisione dell’IFRS 3 Business Combinations con l’obiettivo di raccogliere informazioni sulle problematiche derivanti dall’applicazione dello standard.

L’avvio del processo di revisione era originariamente previsto nel 2012 ma è stato annunciato solamente il 25 luglio 2013. Da tale data, lo IASB ha raccolto informazioni per determinare la portata del riesame e per individuare le questioni principali che l’applicazione dell’IFRS 3 ha sollevato.

Il documento presenta alcune domande e costituisce una consultazione pubblica. Dopo il termine previsto per i commenti, lo IASB esaminerà le osservazioni ricevute insieme alle informazioni raccolte attraverso altre attività di consultazione e ai risultati di ricerche svolte su questo tema. Le conclusioni finali dello IASB saranno presentate in una relazione e in un feedback statement che andranno anche a definire i passaggi che lo IASB intende seguire a seguito della revisione.

Le questioni tecniche affrontate dalla RFI riguardano le seguenti aree:

  • definizione di un business,
  • fair value
  • iscrizione separata di attività immateriali rispetto al goodwill e la contabilizzazione di un goodwill negativo,
  • mancato ammortamento del goodwill e vita indefinita delle attività immateriali,
  • interessenze di terzi,
  • acquisizioni in più fasi e perdita del controllo,
  • obblighi di informativa, e
  • altre questioni che le parti desiderano affrontare.

Il termine per presentare i commenti alla RFI è scaduto il 30 maggio 2014.

 

Il 25 agosto 2014 lo IASB ha pubblicato l’Exposure draft Recognition of Deferred Tax Assets for Unrealised Losses (Proposed amendments to IAS 12).

 

Le modifiche proposte hanno l’obiettivo di chiarire come contabilizzare le attività fiscali differite relative a strumenti di debito misurati al fair value. La consultazione è terminata il 18 dicembre 2014. 

Il 25 settembre 2014 lo IASB ha pubblicato l’Exposure draft Measuring Quoted Investments in Subsidiaries, Joint Ventures and Associates at Fair Value (Proposed amendments to IFRS 10, IFRS 12, IAS 27, IAS 28 and IAS 36 and Illustrative Examples for IFRS 13).

Le modifiche proposte riguardano la misurazione di investimenti in controllate, joint ventures e collegate valutati al fair value, quando tali investimenti sono quotati in un mercato attivo.

La consultazione è terminata il 16 gennaio 2015

 

Il 25 novembre 2014 lo IASB ha pubblicato l’Exposure draft Classification and Measurement of Share-based Payment Transactions (Proposed amendments to IFRS 2). La consultazione termina il 25 marzo 2015.